RED è uno strumento voluto e pensato per le famiglie bresciane toccate dalla disabilità e operante nei primi anni di frequenza scolastica, i più importanti e delicati. Lo scopo è colmare, per quanto possibile, l’insufficienza degli aiuti pubblici per servizi che si rivolgono a tutta la comunità e sono a tutti gli effetti “scuola pubblica” in quanto parte integrante del sistema nazionale d’istruzione.

LE SCUOLE PARITARIE

La scuola paritaria esprime oggi una realtà che esiste nel nostro Paese da almeno due secoli, in molti casi e in molti luoghi ancor prima dell’introduzione della scuola pubblica.  A Brescia deve le proprie origini perlopiù ad opera dei cattolici che, fin dall’Ottocento, seppero trovare soluzioni profetiche e vicine alla gente. Si pensi soltanto alle figure delle sorelle Agazzi, di Vittorino Chizzolini e, prima ancora, di Ludovico Pavoni.

Il più recente intervento normativo in materia è la legge 10 marzo 2000 n. 62 sulla parità scolastica. Sul piano del diritto vengono autorevolmente affermati la previsione costituzionale dell’istituto della parità ed il principio secondo cui le scuole paritarie divengono parte del sistema nazionale d’istruzione.

Le scuole dell’infanzia paritarie associate a FISM Brescia sono 257 (in molte di esse, peraltro, sono presenti anche servizi alla prima infanzia); le primarie collegate alla Fondazione Comunità e scuola sono 22. Tutte queste scuole sono frequentate in totale da circa 30mila bambine e bambini. Si tratta di una esperienza radicata e diffusa in tutta la provincia.

È una grande risorsa: scuole senza finalità di lucro, cattoliche o di ispirazione cristiana, popolari, aperte a tutti, senza distinzione di nazionalità, abilità o religione, che svolgono un indispensabile servizio pubblico a favore del territorio e delle famiglie che lo abitano.

UNA PARITÀ UN PO’ DISPARI

Nonostante le importanti affermazioni di principio contenute nella legislazione, bisogna purtroppo ancora dire che la parità scolastica in Italia è dispari. La disparità si declina infatti sul terreno dei mezzi economici a disposizione delle scuole paritarie in larga parte legata a legislazioni regionali in tema di diritto allo studio, talora anche significativamente diverse fra loro.

Una disparità che diviene drammatica e inaccettabile quando si parla di inclusione degli alunni disabili, ai quali, pur in presenza di una certificazione, non è riconosciuto – come avviene nella scuola statale– il diritto all’insegnante di sostegno, un onere che è lasciato quasi integralmente a carico delle realtà che gestiscono le scuole paritarie (parrocchie, fondazioni, cooperative) e delle famiglie.

Nelle scuole di cui si occupa il Fondo RED per l’anno scolastico 2017/2018 stiamo parlando di almeno 150 bambini e bambine. In molti casi la scuola paritaria è la più vicina al luogo di abitazione e rappresenta la possibilità più agevole (se non l’unica) per le famiglie.